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Addio Enrico Vaime: gigante dello spettacolo

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Enrico Vaime se n’è andato a 85 anni: un gigante dello spettacolo (lo Spettacolo con la “S” maiuscola), un autore geniale che con oltre 200 spettacoli realizzati ha regalato gioia, allegria, sana leggerezza e spensieratezza al nostro Paese. Un maestro di garbo, ironia ed eleganza, brillante, spiritoso e mai banale, sempre puntuale con le sue riflessioni sulla vita quotidiana e sul vivere di oggi. Un acuto e attento osservatore dei nostri tempi.

Il varietà italiano e lo spettacolo tutto hanno perso una delle anime più importanti, Vaime è stato e resta uno dei più grandi autori di teatro, programmi radiofonici, spettacoli televisivi. È sua la firma appartiene ad oltre 200 programmi televisivi tra cui Canzonissima nel 1968 con Mina, grandissimo successo insieme a Walter Chiari e Paolo Panelli e quella dell’anno successivo, nel ’69, con Johnny Dorelli, Raimondo Vianello e le gemelle Kessler; portano la firma di Vaime anche tante commedie teatrali e musical.

Coraggio, il meglio è passato

Un titolo adatto, Vaime è stato infatti un maestro per Massimo Bagliani che ora vorrebbe celebrarlo riportando sul palcoscenico questo spettacolo scritto proprio con il maestro del varietà. “Per questo spettacolo mi regalò la frase ricevuta a sua volta da un altro grandissimo sceneggiatore, Ennio Flaiano”, riporta Bagliani alle agenzie. 

Vaime era noto in particolare come autore radiofonico e televisivo ma lavorò anche per il teatro e come conduttore in radio e in tv. Lavorò e collaborò per anni con Italo Terzoli, altro noto autore scomparso nel 2008: insieme fondarono l’azienda “Terzoli & Vaime”, creando programmi di successo e scrivendo diversi libri, tra gli anni Sessanta e Settanta.

Vaime era dotato di sana leggerezza, persona colta ed elegante, personaggio raffinato ed ironico, precursore dei tempi: in un suo libro intitolato “Il varietà è morto” aveva forse già previsto tutto di una televisione, quale quella di oggi, troppo spesso urlata e maleducata dove del dolore o della rabbia si fa “spettacolo”. Dispensava consigli ai giovani radiofonici e giornalisti, era disponibile e gentile, cosa rara oggi e soprattutto in certi ambienti dove ci innalza a troni e pulpiti immaginari. Era solito dedicarsi al pubblico con le sue argute battute, scenette, personaggi che creava per artisti noti ed importanti. Un gigante tra grandi dello spettacolo, quello bello, quello vero. 

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