Dopo anni di ricerca silenziosa e percorsi paralleli, i Crayon Made Army tornano sulla scena cantando in italiano, un cambio di prospettiva tanto semplice quanto radicale. Il nuovo singolo “Pixel”, in uscita il 21 marzo su tutte le piattaforme digitali, segna l’inizio di una fase inedita per la band umbra composta da Fabio Marchi, Filippo Micciarelli e Michele Rotelli.
Il ritorno
Dieci anni dopo il loro esordio discografico in inglese, prodotto da Paolo Mauri, figura chiave della scena alternativa italiana, i CMA scelgono la lingua madre per ridefinire il proprio orizzonte narrativo, senza rinnegare il percorso che li ha portati fin qui.
Nel mezzo c’è stato molto più di un semplice silenzio discografico. Lontani dalla logica dell’album tradizionale, i Crayon Made Army hanno attraversato una fase di sperimentazione intensa e trasversale. In questi anni si sono dedicati principalmente a colonne sonore per cortometraggi, musica per spettacoli teatrali, progetti legati alla moda e composizioni pensate per accompagnare immagini e storie. Un laboratorio creativo di nicchia ma fertile, che ha progressivamente spostato il baricentro della band verso una scrittura più visiva e narrativa.

Il nuovo corso
Da questa esperienza prende forma oggi una nuova raccolta di brani in italiano, dove la parola torna al centro del racconto. I temi sono quelli della vita quotidiana e delle relazioni contemporanee, osservate nel tempo che le modella e le trasforma. Il nuovo corso dei CMA nasce anche da un dialogo con una generazione emergente di creativi del territorio umbro. Il progetto si sviluppa infatti come una collaborazione diffusa con giovani producer e artisti locali, trasformando la regione in una sorta di piccolo hub creativo. Le canzoni sono nate sulle rive del Lago Trasimeno, prodotte ad Amelia da Diego Ruco e missate da Alessandro Quadraccia con il supporto della struttura Trip in Music.
Il singolo
“Pixel”, il primo tassello di questo percorso, racconta la fragilità della relazione contemporanea, un legame fatto di connessioni costanti ma anche di distanza, di intimità filtrata dagli schermi e di identità scomposte in frammenti digitali. È uno sguardo lucido su come siamo cambiati nell’ultimo decennio, osservato attraverso la lente della modernità tecnologica. Le sonorità proposte dal trio umbro sono quelle dell’indie elettronico contemporaneo, quasi contemplativo, sicuramente più vicino all’ascolto immersivo che alla dimensione del club.
Più che un semplice ritorno, quello dei Crayon Made Army è un riallineamento. “Pixel” è il primo capitolo di una storia che non si è mai interrotta davvero, ma che oggi trova una nuova lingua per essere raccontata.


