Il Festival di Sanremo 2026 non decolla mai, ma neanche precipita. Semplicemente galleggia. Regala qualche momento artisticamente pregevole (vedi Alicia Keys), qualche altro dal forte carico emozionale (Laura Pausini col Piccolo Coro dell’Antoniano, esibizione Achille Lauro), ma sostanzialmente non riesce mai a fare quel guizzo che avevamo visto in più di un’occasione nelle edizioni dirette da Amadeus e in quella dello scorso anno. “La musica al centro”, il mantra degli ultimi anni, forse è stato preso troppo alla lettera e quando non si trova il giusto amalgama degli artisti in gara, e anche la serata cover non brilla, emerge l’assenza di uno show. Alla fine vince a sorpresa Sal Da Vinci.
Conduttori e co-conduttori
La scelta di Laura Pausini alla lunga non paga. Bravissima quando deve cantare, meno quando deve calarsi nei panni della conduttrice e, più nello specifico, sempre poco centrata e col “freno a mano tirato”. Si potrebbe fare lo stesso discorso per Achille Lauro, co-conduttore nella seconda serata e protagonista di uno dei momenti migliori di questa edizione con l’esibizione-omaggio per le vittime di Crans-Montana.
Carlo Conti è sembrato arrivare stanco a questo appuntamento. “Costretto” a ribadire in più di un’occasione la sua indisponibilità per l’anno successivo, anche lui si è allineato al mood generale: nessun picco, ma neanche discese. Per il 2027 il conduttore e direttore artistico, come evidenziato nel corso dell’ultima serata da uno storico passaggio di consegne, sarà Stefano De Martino. Restano molte incognite sulle possibilità di un esordiente totale di reggere la pressione della kermesse sanremese proprio nel momento in cui occorre un profondo lavoro di ricostruzione. Il cambio alla guida, tuttavia, è necessario per dare una svolta a un Festival che rischia di guardare troppo al passato senza aprirsi a un panorama musicale in continua evoluzione.
La scelta dei cantanti
In questo senso, come emerso in conferenza stampa, l’assenza di nomi emergenti molto forti, in particolare di cantautrici, come quelli di Emma Nolde, Anna Castiglia (Targa Tenco miglior opera prima 2025), La Niña (Targa Tenco miglior album in dialetto 2025), Mille, ha pesato molto sulla qualità dei brani in gara e sulla rappresentazione di quella che è la realtà musicale attuale. Quel che era successo nel 2025 con Lucio Corsi e Olly non si è ripetuto. Quell’onda di novità che si era percepita nelle edizioni degli ultimi anni quest’anno non ha neanche sfiorato l’Ariston.
Tutti i premi del Festival
La gara rispecchia in pieno tutte le falle presenti nelle scelte del cast musicale. A vincere è un outsider. Sal Da Vinci inaspettatamente riesce a mettere d’accordo le tre giurie che non hanno trovato veri e propri punti di riferimento nel corso della settimana.
Il premio della critica Mia Martini va a Fulminacci, il Premio Tim e il Premio della Sala Stampa Lucio Dalla vanno a Serena Brancale, vince il Premio Bigazzi per la miglior composizione Ditonellapiaga, mentre vincono il Premio Bardotti per il miglior testo Fedez e Masini.
Sanremo 2026, il Festival senza polemiche. Sarà De Martino a condurre nel 2027

Giornalista, moderatore di siti e pagine social di importanti testate nazionali, tra i fondatori del network Point. Inviato ufficiale al Festival di Sanremo, appassionato di cinema, viaggi, sport e musica
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