Il Festival non si tocca. O almeno, la Regione Liguria non ha dubbi su dove debba restare: a Sanremo. Con un comunicato ufficiale diffuso oggi, l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi è intervenuto sulla delicata fase di trattativa tra Rai e Comune di Sanremo, lanciando un messaggio forte: “Auspico fortemente che si giunga velocemente a un’intesa definitiva. Il Festival è un simbolo della nostra identità e una straordinaria leva economica e turistica per l’intera Liguria”.
Parole misurate ma chiarissime, che arrivano nel pieno di una trattativa tutt’altro che banale. Dopo il riavvio del dialogo tra le parti lo scorso 24 luglio, non è ancora stato formalizzato l’accordo definitivo tra Rai e amministrazione comunale per l’edizione 2026. E da Genova arriva un segnale politico preciso: la Regione vuole blindare il Festival nella sua sede naturale.
Il Festival come asset economico
A sostegno della posizione regionale, ci sono numeri che parlano da soli. Secondo l’analisi condotta da EY (Italian Macroeconomic Bulletin), l’edizione 2025 del Festival ha generato:
- 245,1 milioni di euro di impatto economico complessivo
- 97,9 milioni di euro di valore aggiunto
- 1.459 posti di lavoro attivati, in crescita rispetto ai 1.327 dell’anno precedente
A questo si aggiunge una spesa media giornaliera per spettatore di circa 500 euro e un tasso di occupazione alberghiera dell’80% nelle cinque serate della kermesse. Numeri da record che spiegano perché, come ribadisce Lombardi, “non stiamo parlando solo di spettacolo, ma di un evento che muove l’intera economia regionale”.
La Regione: “Siamo pronti a fare la nostra parte”
Nel comunicato, l’assessore ribadisce la piena disponibilità della Regione a sostenere il Comune e la Rai per consolidare e rafforzare l’evento. L’obiettivo non è solo confermare Sanremo come sede, ma garantire continuità a un appuntamento che è ormai parte dell’identità ligure nel mondo.
“Il Festival non è solo musica – ha sottolineato Lombardi – è una potente piattaforma di promozione territoriale, un motore per l’intera filiera dell’accoglienza, della ristorazione, del commercio e dei servizi.”
Un messaggio diretto alla Rai (e a Roma)
Il tono del comunicato non è polemico, ma nemmeno neutrale. La Regione prende posizione nel momento più delicato della trattativa, consapevole che eventuali incertezze sul futuro del Festival rischiano di creare danni reali. E lo fa con uno stile chiaro, istituzionale ma concreto. Non si tratta di difendere solo un simbolo, ma un patrimonio economico vero e misurabile.


