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Veltroni: “È giusto autorizzare le messe e chiudere i cinema e i teatri?”

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Un intervento spiazzante quello di Walter Veltroni nel corso della trasmissione Che Tempo Che Fa di Fabio Fazio di domenica sera. L’ex leader del Pd critica in modo pungente i provvedimenti presi dal Governo Conte con l’ultimo Dpcm, in particolare l’esclusione dei luoghi di culto dalle chiusure. In più chiede chiarezza nella comunicazione anche al mondo della scienza.  

Messe vs teatri

”Siamo sicuri che il problema siano i bar e i ristoranti e non siano i trasporti pubblici? Quelle sono delle bombe di contagio, io credo più di quanto possano essere i bar e i ristoranti”. E poi: ”Mi chiedo ancora: è giusto autorizzare le messe e non i teatri e i cinema dove non c’è stato alcunché?”. Riflessioni che frullano nella testa di molti italiani ai quali è stato imposto uno stop alle loro attività, in questo caso considerate non essenziali. Definizione giudicata “orrenda” da Veltroni che aggiunge: “Il lavoro è per ciascuno un’attività essenziale, ma le attività culturali sono assolutamente attività essenziali”.

Serve una “parola chiara”  

Nel suo intervento l’ex esponente dem non risparmia neanche il mondo della scienza, molto carente nella comunicazione dall’inizio di questa pandemia. 
“Nel giro di poche ore abbiamo sentito due soggetti molto autorevoli, le università da un lato e il presidente del Consiglio Superiore della Sanità, dire sulla pandemia due cose molto diverse – dice Veltroni –. Le prime ci hanno detto che a metà di novembre ci saranno, se le cose non cambieranno, 500 morti al giorno, 5 mila ricoverati in terapia intensiva, 50 mila ricoverati, 900 mila contagiati. È la previsione che è stata presentata dal Politecnico di Milano, dall’Università di Pavia ed altri. Poi invece il presidente del consiglio superiore ha detto ‘nessun panico, non siamo certo nella situazione di marzo’. Nessuno di noi è in grado di dire chi abbia ragione. L’opinione pubblica e le persone che in questo momento stanno soffrendo hanno bisogno di una parola chiara”. 

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