Diretto da Nicolas Fransolet e girato interamente a Tokyo, il video ha ottenuto il riconoscimento al Ponza Film Festival. Mao: «Questo premio è di tutte le persone che hanno reso possibile il progetto»
Un brano nato nell’universo musicale dei Delta V, rielaborato a Torino e trasformato in immagini lungo le strade di Tokyo. Il viaggio di “Wendy (Remix)” è approdato al Ponza Film Festival, dove il videoclip diretto da Nicolas Fransolet ha conquistato il premio come miglior video musicale.
Il riconoscimento è stato assegnato dalla giuria durante la cerimonia conclusiva della manifestazione, ospitata dal 4 al 6 settembre nella Sala Polifunzionale “Carlo Pisacane” dell’isola pontina. Realizzato in collaborazione con Rai e ActsTheater e con il patrocinio del Comune di Ponza, il festival affianca la sezione riservata ai videoclip a quelle dedicate a lungometraggi, cortometraggi e documentari italiani e internazionali.
“Wendy (Remix)” nasce dalla rilettura firmata da Mao di uno dei brani contenuti in “In fatti ostili”, l’ultimo album dei Delta V pubblicato da Universal Music Italia. Il cantautore torinese interviene sulla composizione portandola verso coordinate elettroniche e cinematografiche, la scrittura originale resta riconoscibile, ma viene immersa in un paesaggio sonoro più rarefatto, astratto e notturno.
A tradurre questa atmosfera in immagini è stato Nicolas Fransolet, regista originario di Bruxelles e residente a Montréal. Il videoclip, girato interamente nella capitale giapponese, segue Tokyo nel passaggio dalla luce del giorno alla notte, osservandola quasi sempre da un mezzo in movimento.
Non ci sono protagonisti né una trama costruita. Al centro rimane la città, attraversata insieme alle persone che la abitano e raccontata attraverso ciò che si presenta davanti all’obiettivo. La dimensione smisurata della metropoli convive così con la quotidianità dei gesti individuali, componendo il ritratto di un luogo che appare contemporaneamente lontano e familiare. Una tensione tra distanza e prossimità che richiama quella presente nel remix di Mao.
«Questo premio non è mio. È dei Delta V, che mi hanno affidato un loro brano lasciandomi completamente libero; di Nicolas Fransolet, che ha trovato a Tokyo le immagini che quel suono cercava; e del mio socio in CortoCorto Danilo Samà, che ha avuto l’intuizione di chiamarlo e ha reso tutto questo possibile», ha dichiarato il cantautore. «Quando ricevi le tracce originali di una canzone è come varcare la porta di una sala prove: trovi qualcuno che ti ha lasciato entrare, da lì in poi il lavoro è solo ascoltare bene. Poi è toccato al regista entrare nella mia, e quello che ne ha tirato fuori è questo videoclip, che non avrei saputo immaginare meglio».
Il remix fa parte di “In fatti ostili RMX”, progetto pubblicato il 31 luglio 2026 nel quale l’intero album dei Delta V viene riletto attraverso il contributo di diversi artisti della scena alternativa italiana.
Quello tra Mao e la formazione milanese è, però, un rapporto che viene da lontano. Le sue origini risalgono alla stagione compresa tra gli anni Novanta e i primi Duemila, quando entrambi i progetti occupavano uno spazio riconoscibile nella cultura musicale indipendente italiana. Mao aveva firmato testo e interpretazione de “La mia cosa”, contenuta nell’album “Psychobeat” dei Delta V, ed era successivamente apparso nel videoclip de “Il primo giorno del mondo” insieme ad Angela Baraldi e Garbo.
Una collaborazione proseguita anche in tempi più recenti. Durante il tour di presentazione di “In fatti ostili”, Mao ha aperto alcuni concerti della band, proponendo in anteprima anche nuove canzoni destinate al suo prossimo album. Il premio ottenuto a Ponza aggiunge ora un nuovo capitolo a un dialogo artistico che, a distanza di anni, continua a produrre incontri tra musica, immagini e sensibilità differenti.

